Select Blast Vs Select W1, pagaia grande o piccola?

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A guardare le varie pagaie disponibili c’è proprio da essere pignoli per vedere delle differenze  (oltre al colore…) eppure quando ci scambiamo le pagaie il feeling dei primi colpi è molto diverso… Evidentemente quindi, anche se non sembra, chi fa le pagaie non ci vende sempre la stessa cosa con colori diversi! Ora trovare quella giusta è un problema!

Uso da due anni una Select W1 in fiberglass (http://www.alpinaction.it/it/pagaie/7347-select-w1-wild-water.html), 194 taglia M, avevo voglia di cambiare, e volevo provare qualcosa di diverso.

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Select Blast in carbonio sopra, Select W1 in fiberglass sotto

Dato che la pagaia la dobbiamo impugnare, il feeling con il manico è la prima cosa da considerare, ogni marca ha i suoi manici, ed ogni persona ha i suoi gusti, personalmente non riesco ad usare i manici ergo con impugnatura larga ( cioè quasi tutti) soprattutto quelli della Werner e della Select, che sulle pale da play hanno dei manici in stile volante di autotreno. L’unico manico ergo con cui alla prima pagaiata mi sono trovato bene è quello della Kober, ma il prezzo proibitivo delle sue pagaie mi porta a farmi passare subito l’idea…

Anche per i manici dritti ogni marca ha le sue caratteristiche: ovalizzatura del manico o osso di seppia, ovalizzato solo a destra o da entrambi i lati, finitura liscia o ruvida… impossibile scegliere a priori devi provarle.

Dopo aver provato varie pagaie le mie mani preferiscono il manico dritto della Select. Ovalizzatura da entrambi i lati, molto simile ad un osso di seppia ma più “appuntito”, si sente bene sotto alle dita quando la pala è nella posizione corretta. Finitura del manico liscia e lucida, sembra strano ma secondo me il lucido ha un grip molto migliore sulle mani bagnate.

Sciolto il problema del manico, per cui volevo rimanere in casa Select, c’è da decidere cosa attaccare alle estremità di questo manico. Usavo la W1, pala da play con la foglia abbastanza corta, larga e asimmetrica, misura abbastanza corta 194, e pala di taglia media (circa 640 cm2).

Per cambiare quindi ho deciso per 197 in lunghezza, pala large (702 cm2), modello Blast. Ero indeciso tra la Blast e la Warrior, ma una bella offerta mi ha fatto propendere per la prima. (http://www.alpinaction.it/it/pagaie/7357-select-blast.html)

Pagaia in mano e, complice la secchezza dei fiumi italiani, direzione campo slalom di Ivrea.

La Blast è stata pensata come pala da slalom / creeking, ha la classica forma delle pale da creek (Werner Power house per capirci), mi aspettavo una pala potente e progressiva.

Così infatti ho trovato la Blast, ho portato anche la W1 per un confronto diretto tra le due pale, La Blast è decisamente morbida: entra in acqua come un coltello e la presa è potente, ma molto progressiva. Provate subito una dopo l’altra, quando si immerge la W1 si sente la pala che ha subito tutta la potenza e rimane “aggrappata” all’acqua, mentre la Blast offre una potenza superiore ma in modo più morbido e progressivo ed è più libera e fluida nel muoversi nel cambio di assetto. Questo non vuole dire che è meglio o peggio, è semplicemente diverso, come è diverso il modo in cui queste caratteristiche ti indirizzano ad usare la pagaia.

Ho trovato che con la W1 mi sentivo molto più agile, immergevo ed estraevo la pala velocemente e avevo sempre il colpo pronto. Usando la Blast invece tendevo a tenere la pala sempre in acqua e ad usarla per fare delle correzioni. Dove con la W1 avrei fatto una circolare veloce, con la Blast avrei sfruttato la grande superficie per agganciare o timonare. La Blast insomma mi portava ad essere più tecnico e fluido, la cosa mi è piaciuta molto.

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Come qualità costruttiva ritengo la Select sia ottima. Dopo 2 anni di utilizzo la mia W1 non ha perso 1cm di lunghezza, è infatti molto spessa e rigida, la Blast ovviamente sarà più fragile, è altrettanto spessa ma il carbonio sicuramente si usurerà di più.

Ovviamente la potenza della Blast è maggiore, ma ricordiamoci che usavo la pala L in 197 contro una M in 194 della W1, la potenza non dipende in questo caso dal modello, ma dalla taglia.

Riassumendo sono due pale molto differenti, infatti intendo tenerle entrambe, nei fiumi con tanta acqua dove c’è da tenere la linea e avere potenza userò la Blast, nei creek con poca acqua e molto pendenza userò la W1 in modo da avere subito tutta la potenza, agilità e una resistenza agli impatti maggiore.

 

Puoi trovare la gamma delle pagaie Select da Alpin Action:

W1: http://www.alpinaction.it/it/pagaie/7347-select-w1-wild-water.html

Blast: http://www.alpinaction.it/it/pagaie/7357-select-blast.html

Warrior: http://www.alpinaction.it/it/pagaie/8694-select-warrior.html (pagaia da creek un po’ più grande della Blast e maggior galleggiabilità data dal foam centrale)

Pulse: http://www.alpinaction.it/it/pagaie/6785-select-pulse.html (pala grande da play di grandi dimensioni con foam all’interno)

Impact: http://www.alpinaction.it/it/pagaie/6784-select-impactwild-water.html (ottima pala come qualità/ prezzo per chi inizia)

 

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FIVE TEN WATER TENNIE 1 YEAR REVIEW

Devo ammetterlo: sono un distruttore di materiale da canoa.

Generalmente i materiali mi durano 1-2 stagioni al massimo, c’è da dire che per fortuna vado parecchio in canoa, credo circa una 50ina di giorni all’anno. Non mi spiego questo talento, ma ne approfitto per offrirmi per test distruttivi sui materiali.

Il destruction test che vi propongo oggi è: un anno con le 5.10 Water tennie.

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Dopo varie scarpe distrutte, un anno fa, mi sono deciso a fare l’investimento (credo siano le scarpe che ho pagato più in assoluto, dico considerando ogni tipo di scarpa) e prendere queste 5.10 water tennie. Mi è stato assicurato dalla simpatica negoziante francese che il modello è stato rivisto rispetto all’anno precedente (quelle nere e grigie con dei profili verdi) e che queste sono decisamente più resistenti. Sperem.

Prime impressioni: realizzate decisamente bene, bei materiali e tanti piccoli accorgimenti. Ad esempio la linguetta ha una membrana di neoprene cucita alla tomaia, se andate a bagno mettete i piedi in un fondale sabbioso non vi ritrovate la spiaggia nelle scarpe. La calzata è comoda, anche se non riesco ad usarle senza calze, c’è una cucitura alla fine della allacciatura estremamente fastidiosa… poco male dato che le calze le metto comunque. Sono realizzate in misto mesh e neoprene, scolano bene l’acqua che entra e come già detto non fanno entrare sabbia e sassolini.

Passiamo però al vero punto di forza di queste scarpe: la suola.

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La suola è davvero una bomba! A vederla così, quasi  liscia, pensi subito a scivoloni su terreno fangoso, ma in realtà non è ne meglio ne peggio di una suola più classica, il vero punto di forza però è camminare sulla roccia, anche quando è bagnata la presa è ottima! Requisito fondamentale per un bagnante canoista.

Non per niente è la stessa stealth rubber che si trova sulle scarpe da arrampicata della stessa marca: effetto colla!

Ma veniamo al destruction test. Come già anticipato sono un distruttore di scarpe,  come hanno resistito quindi queste 5.10 ad un anno di utilizzo ai miei piedi?

Il verdetto è: Benino

Sono ancora integre, ma, c’è un ma, qualche mese fa ho dovuto reincollare tutto il fascione di gomma che gira intorno alla scarpa, non si era proprio scollato in realtà, si era separato il rivestimento della (pelle?) azzurrina solidale con la gomma dal fondo della pelle stessa. Una buona dose di colla (elastica e resistente all’acqua) e le scarpe sono tornate come nuove, ad oggi sono ancora in buono stato.

20150625_180335Con quello che si pagano giustamente si pretende che durino ben più di un anno, per ora come detto l’unico problema incontrato è la scollatura del fascione, cosa facilmente riparabile. Se dovessero durare ancora un anno le ricomprerei, la sicurezza che ti danno quando si cammina su terreni impervi è importante, ma per quel prezzo voglio anche durabilità oltre al grip!

Sul mercato tra l’altro stanno arrivando anche altri prodotti molto interessanti, le nuove scarpe della Palm da vedere sembrano fatte molto bene, se fossero all’altezza della vecchia serie Merrel-Palm sarebbero da comprare subito (Le Merrel non palm fan schifo le sconsiglio assolutamente, si sciolgono letteralmente). A presto una review proprio di queste Palm che ha acquistato la nostra team member Elena. Le Astral anche sembrano un buon prodotto, utilizzavano fino all’anno scorso la stessa suola delle 5.10, ora sono passati ad un’altra gomma, vedremo se sarà all’altezza.

Kayak review: Waka Tuna

20150625_185216È un’invasione!!!! Waka dappertutto! Onnipresente nelle gare più importanti e sotto al culo dei canoisti più forti al mondo (Serrasolses, Garcia, Sutton, ecc..) a furia di kayak-porn video con boof incredibili su tutti i fiumi, per le menti più sensibili all’argomento, l’effetto immediato è: la voglio!!

Nasce nella terra dei Kiwi, il disegno originale è della Bliss-stick, data la lontananza e lo scazzo l’organizzazione non perfetta pochissime arrivavano in america e ancora meno in europa, il buon Sam Sutton, dopo aver dominato varie Sickline e aver visto che c’era mercato per la piccola Tuna ha quindi deciso di comprare lo stampo e portarlo in Europa fondando la Waka Kayaks.

La canoa è stata leggermente modificata rispetto all’originale, appena uscita dallo stampo viene “gonfiata” con dell’aria compressa, l’effetto ottenuto è un fondo un po’ più tondo e un po’ di volume in più. Rimossi i tribali e i vari loghi per le minimaliste scritte Waka e Tuna, ad alcuni non piace, ma a me così neutra piace molto.


Come è fatta?

La si guarda e sembra enorme, quando ti siedi dentro invece le cose sono un po’ più ridimensionate, non sembra grandissima ma piuttosto larghissima, 67cm non è proprio un vitino da modella, infatti la stabilità primaria è una bomba, con vantaggi e svantaggi della cosa.

Gli interni sono decisamente spartani:

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Il sedile è comodo, ben sagomato e bello alto (sono un tappo diversamente alto e mi piace stare alto nell’acqua per avere più leva). Davanti al sedile c’è una sede porta materiale… Corda? no, non ci sono ganci e i cordini elastici non tengono abbastanza, borraccia neanche… che ci posso mettere?? un bell’anello avrebbe risolto il problema… Promossa la seduta, punto di domanda sul porta materiale.

I premi cosce all’inizio spiazzano un po’: Non hai le ginocchia in contatto con il bordo della canoa (sarebbero troppo larghe) sono invece appoggiate a questa C rovesciata di plastica e abbastanza strette, fatte le facili regolazioni (si molla una brugola, e ci si sistema come si vuole) diventa il miglio premi cosce mai provato, mi piace moltissimo il sostegno che danno all’esterno coscia, avvolgono bene la gamba, ma la plastica essendo morbida non da problemi in caso di uscita dalla canoa. Promosso.

Il punta piedi è classico, occupa bene tutto lo spazio della punta e ha la giusta inclinazione. Promosso.

I longheroni sono i classici in espanso, renderanno anche la canoa più leggera ma personalmente non mi piacciono: non sono stabili, si usurano e non hanno appigli. Puntualmente infatti dopo un anno si sono presentati tutti i difetti: ho dovuto mettere dell’espanso all’interno di quello anteriore consumato dai talloni, sotto a quello posteriore ho dovuto ripristinare la colla che lo tiene in posizione nello scafo, e quando c’è da portare la canoa in spalla non si hanno appigli che possono scaricare il peso. Bocciati.

La plastica della canoa è morbida (e trasparente nella versione gialla, si vedono i longheroni…). Vantaggio o svantaggio devo ancora capirlo, a detta di molti una plastica che “assorbe” gli urti dura di più, e devo dire che dopo un anno non ci sono segni particolari sullo scafo. Ai posteri l’ardua sentenza.


Come va?

È larga, ma non così larga da disturbare la pagaiata, anche se unita alla seduta alta fa desiderare una pagaia più lunga. Stabile, superato il limite della stabilità primaria anche quella secondaria è una bomba, ci puoi dormire appoggiato sui fianchi, è una canoa con cui è difficile ribaltarsi, ma quando accade l’eskimo a detta di molti è problematico, onestamente io non ho mai trovato grosse difficoltà tranne in quello all’indietro (che non mi viene benissimo comunque) che proprio non riesco a farlo con questa canoa.

Dr jeckil e Mr. Hide.

Fatta la prima rapida mi sembrava di essere su un cavallo imbizzarrito! La canoa si impennava e si inclinava sulla coda… Panico! Mr. Hide!!10547639_10203057136123101_488916112712615945_n

Credo che la spiegazione sia nel rocker. Non ha un rocker continuo, la parte centrale è quasi piatta, poi si alza decisamente in punta e coda, il profilo del bordo è simile, dritta al centro per poi stringersi in punta e coda. L’effetto di questo rocker è che devi regolare bene il baricentro della seduta: se ti trovi con il baricentro nella transizione posteriore tra piatto e rocker la canoa diventa imprevedibile, al minimo spostamento del peso la canoa si impenna e si appoggia sulla coda che essendo più stretta è instabile. La prima cosa da fare saliti su questa canoa è regolare la posizione del sedile, Io sono corto e mi piace stare molto raccolto in canoa quindi ho dovuto portare il sedile molto avanti (circa 4cm rispetto a come mi è stata consegnata). Fatto questa operazione la Waka è diventata Dr. Jeckil.1545013_10206654707076285_6157617584363635675_n

È una canoa tecnica e con personalità, ci sono canoe docili su cui appena salito ti senti a casa, la Tuna invece è più propensa a colpi di testa, ogni tanto parte e non sai bene perché (magari non lo sa solo chi scrive dato che la tecnica non è sopraffina…), è molto tecnica e si lascia scoprire poco alla volta. Non ti annoia mai, quando il fiume è facile ti trovi a giocarci per capire meglio ancora i comportamenti. Quando poi arriva l’intesa sono grandi soddisfazioni, ti permette manovre con la velocità e precisione di una slalom, sembra che ti dica “bravo!” quando la sfrutti al meglio.

Il fondo è semipiatto e i rails partono dalla coda molto pronunciati per ammorbidirsi in punta, non trattatela da river runner, non avrà mai la presa di spigolo o l’agilità tra e morte di una mamba, una diesel o una XT300, spesso si deve forzare la rotazione in morta.

Nei fiumi sassosi si sente tutta la larghezza che disturba un po’, il suo pane è dove tanta acqua che spinge, la grande galleggiabilità ti permette il controllo anche in acqua areata, la punta non è mai sott’acqua e la coda cattura la forza dell’acqua per farti accelerare. Ti permette davvero di essere a tuo agio quando la situazione è difficile, anzi più l’acqua spinge più diventa facile e naturale portarla, la coda non tradisce mai, il boof è facile e ti porta fuori dai guai.10689415_10206842136441902_363071341690083832_n

In conclusione, non è l’ideale per un principiante, anche se è molto stabile è un po’ troppo strana per imparare bene, se la tecnica è buona da grandi soddisfazioni, se cercate una river runner passate oltre, se volete una canoa per il ripido con acqua è la scelta giusta.

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Il peso minimo per utilizzarla al meglio secondo me è 70Kg, sotto credo sia troppo grossa e c’è la sorellina minore Tutea che copre quel range di peso.

http://www.wakakayaks.com/