Consigli per il nuoto in caso di bagno….

Tengo la canoa? La pagaia? Posizione di sicurezza o nuoto attivo?

Cosa fare in caso di bagno?

Ecco come secondo noi è meglio comportarsi in caso di bagno.

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Prima di tutto è necessario distinguere le situazioni in base alla difficoltà del fiume, se ci si trova in un tratto facile caratterizzato dalla tipica situazione rapida-lago è molto utile tenere canoa e pagaia in mano e nuotare a riva con le gambe o aiutato da un compagno… ma la vera essenza di questo articolo è spiegare cosa fare in caso di bagno in un tratto impegnativo con acqua che corre, ad esempio l’Alpine Sprint.

Va sottolineato che un canoista che affronta percorsi difficili dovrebbe allenarsi anche nel nuoto ed non trovarsi spaesato nel caso ci si trovi a nuotare in una rapida impegnativa.

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Davide ed Elena pronti ad attraversare la trancia a nuoto come allenamento!

Nel caso in cui si vada a bagno appunto in un tratto impegnativo è fortemente sconsigliato tenere la canoa, ho visto persone molto sveglie alzarsi al volo in piedi e fermare canoa e pagaia anche in un tratto di acqua veloce. Questa tecnica, sebbene a volte sorprendentemente efficace è tuttavia molto pericolosa poiché moltiplica il rischio di un incastro di piede ( sempre presente quando si cerca di alzarsi in piedi in fiume soprattutto in questo caso con anche il peso della canoa piena di acqua) perciò questo tipo di comportamento è fortemente sconsigliato. Ritorniamo quindi al bagno: siamo appena usciti dalla canoa e siamo in un tratto di acqua viva

  • Se la pagaia è a portata conviene prenderla e lanciarla a riva, in morta, o vicino ad un compagno. In questo modo le mani rimangono libere per nuotare con vigore

Ora siamo in fiume senza nessun impedimento del materiale, bisogna ricordarsi di restare lucidi e nuotare. Non siamo dei tronchi nel fiume, siamo sempre noi con la nostra lettura dell’acqua e la possibilità di nuotare. Quindi cerchiamo attivamente di tornare a riva, è la cosa migliore che possiamo fare anche per lasciare che i nostri compagni si possano occupare velocemente dell’attrezzatura una volta che noi siamo al sicuro. Io credo sia fondamentale che nel caso di un bagno senza traumi il canoista sia in grado di tornare a riva da solo (senza disdegnare l’aiuto dei compagni ovvio) ma la nostra prima via di scampo siamo noi stessi.

Perciò:

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  • Testa alta sia a stile che in posizione di sicurezza leggete l’acqua, è sempre la stessa di quando andiamo in canoa, usiamo morte e buchi per rallentare e cerchiamo velocemente una morta nella quale fermarsi. Occhio a non alzarsi in piedi dove l’acqua spinge e ad evitare impatti con sassi che possano presentare pericoli.
  • Pronti a nuotare attivamente (nuoto a stile con la testa alta e fuori dall’acqua) e allenarsi ad essere rapidi nel passare da posizione di sicurezza a nuoto attivo e il contrario. Se non possiamo evitare un passaggio sassoso dove rischieremmo di picchiare se usassimo il nuoto attivo, cerchiamo di scegliere la linea migliore nuotando a stile e poi portiamo i piedi avanti, con il corpo ben orizzontale, per il tratto sporco e poi di nuovo a stile per trovare la riva o una morta.
  • In tratti con molta acqua nuotiamo sempre attivamente e scegliamo con cura l’angolo per nuotare a riva.
  • Sfruttiamo l’acqua come in canoa, prima di entrare in morta prendiamo velocità, così come se non riusciamo ad evitare un buco cerchiamo di sfondarlo! Recentemente un amico è finito per errore a nuoto nell’imbuto del Sermenza (è scivolato in acqua mentre sbarcava), si è girato a faccia in avanti, si è chiuso leggermente in entrata nel buco e poi è uscito da solo, toccando il fondo con i piedi e nuotando in avanti, al primo tentativo!
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Allenamento traghetti a nuoto, Elena

 

isabellanuotoValutiamo ora la possibilità di attaccarsi alla coda di un compagno. Ci sono dei pro e dei contro, se il compagno è forte fisicamente in canoa, noi siamo leggeri e nuotiamo con le gambe per aiutarlo, questa scelta può avere senso, altrimenti se siamo sicuri del nostro nuoto conviene cercare di arrivare a riva da soli. Ho visto molte volte canoisti che cercano inutilmente di trascinare un compagno a nuoto appeso alla coda (molte volte con tutto il cospo in acqua e senza nuotare) , mentre la situazione si sarebbe risolta molto prima se il bagnante avesse nuotato da solo. Consiglio di attaccarsi alla coda di un compagno solo su tratti con molta acqua e gorghi dove avremmo delle difficoltà a stare a galla, oppure in tratti sifonati. A volte infatti attaccarsi alla coda su una rapida sassosa può voler dire prendere molte più botte e in punti più sensibili (gli stinchi) che in posizione di sicurezza. Se ci si attacca alla coda conviene porre almeno metà del corpo sulla coda della canoa (se questa ha volume sufficiente), in modo da alleggerire il carico su ginocchia e gambe in caso di urto e spiattellarsi a mò di rana sulla canoa con la testa abbassata e vicino ai fianchi del canoista, per permettere al compagno di condurci in acque sicure.

 

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Concludiamo riportando i TIPS fondamentali da ricordare:

Pensare, usare l’acqua come in canoa, essere attivi;

Testa alta, guardare a valle, sfondare i buchi;

– Allenare la posizione di sicurezza (gambe a valle e sedere alto) e il nuoto attivo (nuoto a stile testa fuori dall’acqua);

– Occhio a cercare di mettersi in piedi in fiume se siamo in corrente.

 

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Allenarsi al recupero pericolante con la corda, Paolo ed Elena