Mastallone: l’unione fa la forza!

Quesito: quante cose si possono fare con 36 persone? Vediamo: si possono organizzare 9 staffette 4×100. Oppure mettere in piedi tre squadre di calcio con tanto di arbitro e guardalinee. Con un po’ di fantasia si potrebbe addirittura chiedere a trentatré trentini di entrare a Trento tutti trentatré trotterellando (gli altri tre trentini trotterellerebbero altrove, tra Treviso e Trieste). Oppure – e questa è la soluzione consigliata – ritrovarsi  all’imbarco di un fiume e organizzare una discesa memorabile. Ecco, noi domenica scorsa abbiamo scelto (?) quest’ultima.

Ovviamente nulla di pianificato, anzi. Le temperature non esattamente primaverili e le scarse precipitazioni della notte non lasciavano ben sperare. Livelli appena accettabili su tutta l’Alta Valsesia. Che beffa! Ad un tratto però Conca controlla l’idrometro del Mastallone: 70! Buono, cavolo, 70 è buono! E allora… che Mastallone sia! Mentre ci mettiamo in moto, un rapido giro di telefonate/whatsappate ci fa capire che sul fiume troveremo parecchia gente: da Genova, Milano, Novara, Brescia, Sondrio… tutti in pellegrinaggio verso il Mastallone, divenuto per un giorno La Mecca del canoista.

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All’imbarco il colpo d’occhio è notevole: alla spicciolata arrivano tutti i vari gruppetti. Vecchie conoscenze e volti nuovi, tutti pronti a punteggiare di mille colori il corso del fiume. La partenza assume così i contorni di una clamorosa mass-start, con il serpentone di canoisti che inizia a snodarsi sinuoso lungo le prime rapide. Alla rapida del “Frullatore”, come prevedibile, il gruppone si ricompatta: con questo livello (nel frattempo era addirittura salito ad 80, ndr) questa rapida diventa un’opportunità troppo ghiotta per sperimentare nuove linee e così, tra bagnetti ed eskimi, bis e tris, il gruppo lentamente si sgrana.

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