La forma dell’acqua

Avete persnete quella cosa che se anche le lertete all’interno di una parola sono msicihtae si riesce a leggere comunque?

Ecco: anzi no, prima di tutto:

E’ domenica mattina e ieri sera ero ad un matrimonio, alle 7 avrei lanciato volentieri la sveglia dalla finestra, ma il Violo mi aveva promesso un giro degno di nota, quindi riappoggio la sveglia e mi alzo (cioè il telefono, che poi, chi usa ancora la sveglia??).
Ovviamente dato che non si andava in Valsesia partono le discussioni, urge una pausa di riflessione, ci fermiamo da Mc e ci mangiamo mi mangio una bella omlette.
Grazie all’apporto del colesterolo, la mente è ora lucida, niente tapacciate, andiamo sul sicuro, andiamo sul Germanasca!
Livello ideal, siamo solo io, Gabri (chapeau per la discesa!) e il Violo, scendiamo veloci (a parte problemi con delle pagaie indisciplinate), tutto a vista, e apro praticamente tutto io.
Ma stavamo dicendo delle parole, si, perchè alla fine leggere l’acqua è come leggere un testo, guardiamo solo la forma delle parole, e ci scorrono veloci sotto gli occhi, così i riccioli, i riflessi, il colore, sono come le parole.
Ecco, che figata leggere così la forma dell’acqua, puro istinto, puro flow.

/lì·qui·do/
aggettivo

In fisica, di un corpo fluido che, fissata la temperatura, conserva il proprio volume, ma tende a deformarsi, assumendo la forma del recipiente in cui è posto

Recipiente… tiè

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Germanasca!

Ok, la Valsesia è bellissima, i fiumi sono stupendi, abbiamo tutti la casa lì… ma il vero motivo per cui siamo sempre in Valsesia è che ogni volta che cerchiamo di andare da un’altra parte facciamo dei casini incredibili nella pianificazione.

Questo weekend i casini li abbiamo dedicati al Germanasca! 

Dei casini accenno solo il fatto che abbiamo deviato un americano che stava arrivando in treno da Milano verso Chivasso invece che Varallo.. già un miracolo che non sia finito a Chiasso (anche se magari avrebbe apprezzato la gita). 

Va beh siamo in Valsesia siamo già a metà strada no?? Cosa sarà, un’oretta di strada massimo??

Ale Conca, qualche istante prima di consultare Google Maps

Due ore e trenta dopo (e una tappa a Chivasso) siamo all’imbarco, anzi allo sbarco del Germanasca, tempo di arrivare all’imbarco ci siamo divisi: Io, Pol, Ste e Gianlu andiamo qualche km a monte per fare le golette (o forse sotto le golette, o forse Massello, boh non ho capito, insomma qualche passaggione), gli altri (un gruppone! Davide, Elena, Paolo L., Violo, Pante, Dega, Valbo, Richard l’americano) si imbarcano sotto al passaggione.
Io e Ste partiamo alla grande! Guardiamo il primo passaggio all’imbarco e dopo che Gianlu pennella, Pol quasi… decidiamo che inizieremo la nostra discesa con un trasbordo (ma si conta come trasbordo anche se non ci si è ancora imbarcati?). I primi passaggi filano lisci, facciamo ancora un paio di trasbordi ma ci gustiamo dei bei salti! Uno in curva davvero spettacolare!!

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La rapidona prima dell’imbarco classico la saltiamo senza troppi patemi…  chapeu a chi l’ha fatta! È una scalinata!!
Arriviamo all’imbarco classico e ci buttiamo all’inseguimento del gruppo principale, che intanto ha iniziato a scendere. Il fiume nella prima parte assomiglia un po’ al nostro Alpin Sprint, forse un po’ più aperto, una goduria scenderlo uno dietro all’altro di buon ritmo!!

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Recuperiamo il gruppo e proseguiamo la discesa, belle rapide, qualche scouting, troppi artificiali (alcuni si fanno sperando di non spaccare la canoa, uno lo saltiamo).
Passaggione dello sciacquone, bravi Pol e Gianlu che non si fanno impressionare! Anche se mi dicono che è solo scena, la scena per me è comunque troppa!!

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Lo sciacquone….

Nel frattempo sole, nuvole, pioggerella, diluvio, di nuovo sole e quella nebbiolina che si forma sul fiume dopo un acquazzone, bellissimo!

 

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Discesa lunga, ci metteremo 4 ore, il livello ci dicono buono, non ho riferimenti ma si passava bene ovunque senza toccare.
Gran bel fiume il Germanasca!