DragoRossi DR9 first impression by AleConca e Davidino

By AleConca
[eng version below] 

Disclaimer 1:

Ho provato la DR9 sulla Koritnika, con un livello divertente, ma non è un test approfondito.

Disclaimer 2:

Sono un precisino riguardo l’impostazione interna, sono abituato in un certo modo (bene) e ci metto parecchio tempo a trovare l’assetto perfetto

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Dato che l’ho già precisato nel disclaimer iniziamo dall’impostazione:

Il sedile è il classico Dragorossi, che è ottimo, trattiene bene, grazie al velcro si poossono regolare bene gli spessori laterali, è fissato allo scafo per mezzo di barre forate, quindi una volta trovata la posizione ideale non si sposta più.

I longheroni sono in espanso, quello anteriore ha una protezione in plastica che evita che si rovini nel tempo.

Sotto al sedile corre un binario bello largo che ospita comodamente la corda e da struttura allo scafo.

Fino a qui tutto ottimo!

Il puntapiedi continua a non convincermi (vedi articolo Waka) secondo me per la gamma attuale di barche è troppo piccolo, per me che sono “corto” lascia troppo spazio intorno dove c’è il rischio di infilare un piede (con conseguenze molto poco piacevoli); è anche in posizione perfettamente verticale, sono abituto ad avere il puntapiedi leggermente inclianto che permette a tutto il piede di appoggiarsi comodamente, e ritengo che sia una soluzione migliore.

Premicosce: sono estremamente esigente a riguardo (vedi sempre articolo Waka). In questo modello troviamo una rivisitazione della soluzione già adottasa su 88 e 77, l’idea è ottima e ha inifinite possibilità di regolazione, questo modello rispetto al precedente è più ampio (bene), ma mi sembra trattenga meno (male, sono abituato a premicosce molto chiusi e avvolgenti, mi comunicano però che la versione definitiva sia diversa e più avvolgente) .

La Dragorossi ha proposto due soluzioni per il fissaggio, una esterna a lato del pozzetto e una interna su delle alette all’interno del pozzetto. A me piace avere le gambe abbastanza strette e alte, riesco a spingere meglio, avrei quindi messo i premicosce all’interno, quella provata gli aveva già fissati esternamente e non ho potuto spostarli, da testare se le alette interne sono abbasstanza resistenti.

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Giacche PEAK UK: DELUXE & CREEK

Oggi mettiamo a confronto i due modelli di punta dell’inglese Peak UK: la Deluxe e la Creek.

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Le giacche le abbiamo acquistate sia io (Ale) che Carlo, la mia è già alla seconda stagione (Deluxe) mentre Carlo è già alla seconda Creek (e la prima dopo 3 anni è ancora in ottimo stato), quindi il materiale è stato ampiamente testato.

Come sono fatte:

La Peak Uk offre prodotti di ottima fattura, il materiale è “pesante” (nel vero senso del termine, è proprio pesante) e sembra decisamente resistente al tatto, in particolare sui gomiti e sulle spalle, dove presenta dei rinforzi anti-abrasione (in Cordura per la Creek) estremamente validi. Le nastrature sono le migliori che ho visto fino ad ora su giacche da canoa (le ho viste fatte così bene solo su giacche da alpinismo top di gamma in Gore-Tex), potete vedere dalle foto come sono ancora perfette dopo più di una stagione di utilizzo.

Entrambe hanno ovviamente sia polsini che collo in lattice ricoperto da uno strato di morbido neoprene. Due parole sul lattice: di buono spessore e qualità, non eccessivamente stretto e particolarmente hair-friendly: rispetto al lattice di altre marche si dimostra molto più scorrevole all’atto di infilarci la testa! Per quanto riguarda il neoprene invece, rispetto alla vecchia versione la Creek ha abbandonato il laccio con velcro sul collo, uniformandosi alla Deluxe: se da un lato questo riduce sensibilmente il “senso di soffocamento”, dall’altro c’è da dire che il tubo in neoprene è un troppo “lasco” e lascia entrare molta acqua. E’ vero, sotto ci sono lattice e fori drenanti, però… I polsini sono regolabili con il classico velcro, al quale si aggiunge un secondo intelligente velcro che permetter di lasciarli aperti ma non “svolazzanti”.

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Colori:

La Creek è disponibile solo nel colore azzurro con dettagli lime che si vede nelle immagini. La Deluxe invece è presente in due colori: la combinazione rosso-grigio “standard” (vedi foto) e il total black.

Vestibilità:

Le taglie della Peak sono abbondanti, io (175cm circa) sono comodo in una M, Carlo (185 cm circa) è perfetto nella L. Non ci sono ostacoli nel  movimento delle spalle o del collo, anzi per la mia corporatura la parte alta del busto/spalle è fin troppo abbondante.

Traspirabilità:

Non è Gore-Tex (ma non l’ho mai provato in una giacca da canoa), ma la traspirabilità è buona, ovviamente l’interno della giacca dopo molte ore passate a pagaiare si satura inumidendo i vestiti, ma non ho ancora visto una giacca che non ha questo effetto, sicuramente non danno la classica sensazione di K-Way addosso!

Quale scegliere?

La differenza principale è il materiale, sono entrambi materiali “tosti”, ma la Deluxe è un 3 strati, mentre la Creek è un 4 strati, entrambi sono garantiti per più di 20.000 colonne d’acqua, quindi la differenza principale è la termicità e la resistenza del materiale stesso, la creek sicuramente può essere maltrattata maggiormente e ha una resistenza all’abrasione superiore.

Caratteristica della Creek molto interessante è la tasca con zip sui gomiti per poter infilare le protezioni per i gomiti, (acquistabili separatamente). Si possono comprare le gomitiere e dimenticarsi di averle! Bella idea!!

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La Deluxe esiste anche in altre versioni:

  • Custom, potete mandare una grafica e vi fanno la giacca personalizzata!
  • Topdeck, con il paraspruzzi integrato (paraspruzzi Peak di cui parleremo, ne abbiamo presi uno stock!)
  • Freeride, in cui non c’è il lattice, ma un collo doppio in neoprene.

Riassumendo: qualità prezzo la Deluxe è un ottimo prodotto adatto a tutti; per chi vuole extra resistenza,  una giacca per l’inverno e la possibilità di mettere le gomitiere la Creek vale i soldi in più richiesti.

Ovviamente tutte disponibili da Alpin Action!

PEAK UK CREEK

PEAK UK DELUXE

PEAK UK FREERIDE

PEAK UK DELUXE TOPDECK

1 year review: Astral Hiyak

“Prima di giudicare un uomo cammina per tre lune nelle sue scarpe”

Anonimo calzolaio Navajo

Se per un uomo bastano tre lune per giudicare le scarpe almeno un anno ci vuole… per questa stagione sia Io che Carlo abbiamo deciso di comprare le Astral Hiyak, novità di casa Astral, un bello scarponcino che si affianca alle classica Brewer e Rassler.

Il confronto più ovvio per queste scarpe è con le Five Ten Water tennie [recensione qui] che io ho avuto per più di un anno e che Carlo ha usato in Norvegia al posto delle Artistic Kayaker Pro (la cui recensione si riassume in un: “NO”)

Di seguito la recensione scritta a quattro mani (o mani e piedi giudicate voi)

[Carlo] – DESIGN:

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La forma ricorda molto quella delle scarpe da basket: i (molti) passanti per le stringhe sono rinforzati, così come la parte della tomaia a contatto con la suola. Il drenaggio dell’acqua è garantito dai fori presenti sulla punta e sul tallone ([Ale] – Drenano molto meglio e più rapidamente delle 5.10). Il materiale usato per la tomaia – non c’è traccia di neoprene – asciuga molto rapidamente: per accelerare il processo, è comunque possibile estrarre la soletta interna. La fibbia in velcro che copre il nodo sulle stringhe è la chicca di questo modello. Se inciamperete con queste scarpe, non sarà per colpa delle stringhe slacciate.

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Quick test: Dagger Nomad S

Finalmente, in occasione del Pig Party organizzato da Alpin Action per la fine della stagione, sono riuscita a provare la nuova Nomad S!!

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Eccole una di fianco all’altra, sicuramente la Nomad è più da creek rispetto alla mia Tutea. Il fondo è decisamente più tondo, ma ci sono degli accenni di rails a differenza della vecchia versione.

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Non è facile trovare canoe progettate per il mio peso (55 kg), in quanto il focus del mercato canoistico è su pesi maggiori e la gran parte dei produttori pone meno importanza alle fasce di mercato più leggere. La Dagger non ha commesso questo errore, proponendo davvero un’ottima canoa per donne e ragazzi!

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Quick Review sul Soča: LiquidLogic Braaap & Dagger Axiom

by Davide e Ale

Finalmente Soca, fiume fantastico dall’acqua incredibile.

Ultimo weekend di luglio, caldo e sole. Momento perfetto per fermarsi da Alpin Action e provare qualche modello accattivante: Dagger Axiom 8.5 e Liquidlogic Braaap.

Durante la discesa i modelli sono stati provati da tutti noi, in questo modo si potranno conoscere le impressioni avute da persone di peso e stili diversi.

Entrambi i modelli sono stati sorprendenti e hanno superato le nostre aspettative.

Braaap:

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Veloce, precisa e boof fantastico! Assetto ottimo e comodo. Il fondo tondo non da subito l’idea di una stabilità elevata ma appena ci si abitua le prestazioni sono eccellenti, la coda non viene pizzicata in quanto risulta piuttosto alta e il boof abbinato con la velocità permette di superare agilmente i buchi, planando piacevolmente. Eskimo facilissimo, sembra una canoa da polo. Chi pesa un po’ di più (75+) riesce a mettere sotto la coda e usarla per accelerare e sfruttare l’acqua, invece i più leggeri faticheranno un po’ a utilizzare la coda in stile slalom e la troveranno forse un po’ dura da girare. Rispetto alla Axiom più adatta a discese impegnative, meno al gioco sul medio-facile. Boof e velocità superiori, stabilità primaria minore e meno maneggevolezza. Surf fantastico per entrambe le canoe.

Axiom:

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Waka Tuna 2.0: First impressions, a strong pedigree [updated] 

[ENG VERSION BELOW]

[1 year Update in red] 


Quest’anno ho deciso di cambiare la mia adorata Tuna (qui la recensione)… ma cosa poteva reggerne il confronto?? Beh  se esiste qualcosa meglio della Tuna, non può che essere la nuova Tuna!

Attenzione! Sto parlando della Waka 2.0 made in italy! Forse la si potrebbe chiamare la 2.1 perché la differenza con le  prime 2.0 che ho visto è evidente!

La prima serie è stata stampata dalla stessa azienda che ha stampato i vecchi modelli, ma Sam e Kenny non erano soddisfatti della plastica e dello shape delle barche, quindi hanno portato lo stampo in Italia, (Trovate piccoli indizi nelle foto su quale azienda) ed è iniziata la produzione della nuova Tuna e della Tutea.

Le differenza tra le barche delle due aziende è evidente, incredibile pensare che escono dallo stesso stampo! La prima serie è molto, molto più arrotondata, più tonda della vecchia Tuna, invece questa made in Italy è decisamente più piatta.

Se trovate pareri discordanti tenete conto di quale versione di Tuna 2.0 si sta parlando!

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Tuna (gialla) Vs Tuna 2.0 (rossa)

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MondayRePlayChe???

[ENG VERSION BELOW]

Avrete visto ormai tutti un video su questo strano sito: MondayRePlay, ma cos’è??

 

 

 

Innanzitutto dietro c’è l’idea del buon Manes, eclettico canoista del panorama Pavese, e tra gli sviluppatori come non citare il fenomeno Marco Guidi!

Chi conosce Manes da un po’ sa che ha rivoluzionato i discorsi canoistici da bar del pavese e non solo, con la sua GoPro sempre accesa non c’è stato più spazio per le esagerazioni o le mezze verità, non hai perso leggermente l’equilibrio, ti sei ribaltato orribilmente! non era un boof stellare, ti sei inabissato! non hai lottato per 5 minuti nel buco… erano 5 secondi! Tutto era inesorabilmente registrato e online il lunedì mattina su Vimeo.

Da lì è nato tutto: Ma che sbatti tutte le volte dover scaricare, editare, uploadare i video di canoa… ci vorrebbe qualcosa di più semplice… ci vorrebbe un MondayRePlay!

È nato quindi MondayRePlay.

È  una piattaforma di condivisione video, tipo YouTube e Vimeo, ma con la grande differenza che è stata pensata per caricare facilmente e senza necessità di editingi video attraverso DropBox.

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La domenica sera, quando si torna stanchi dal galleggiare (si spera) nei fiumi, basta collegare la GoPro al PC, copiare tutti i files nella cartella di DropBox (ricordandoci di eliminare quel video in cui, prima di quella rapida tosta, abbiamo cercato di aumentare il livello del fiume rilasciando un giallo affluente di sinistra) e andare serenamente a dormire. La mattina troveremo la nostra sessione caricata sul sito, potremo rivedercela con calma e, con l’aiuto degli amici, potremo selezionare le parti più belle (o i casini!) per creare un higlights.

Vedremo anche le sessioni che hanno caricato i nostri amici e potremo cercare quei 5 secondi in cui siamo stati inquadrati mentre facevamo quel bel boof!

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Kayak Review: Ace of Spade

[ENG VERSION BELOW]

Intro By Miguel:

E’ arrivata tutta incellophanata, in men che non si dica l’ho scartata, felice come un bambino a Natale!

Se bastasse la bellezza per poterla celebrare come una grande canoa, la Ace of Spade sarebbe da subito al Top. L’arancione esalta i volumi generosi ed il blu elettrico delle maniglie l’abbellisce ancor di più, sarà impossibile passare inosservati!
Fortuna vuole che il giorno della consegna sia stato un venerdì, non dovrò pazientare molto al collaudo nelle acqua di casa. Valsesia, arriviamoooooo!!!

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Per il debutto si sceglie il Sermenza, barca nuova, fiume nuovo per me!
Prima dell’imbarco faccio delle veloci regolazioni all’assetto, del puntapiedi ho apprezzato  subito la robustezza e la semplicità; pur non essendo il modello “PRO”, ma quello intermedio “whitewater” le finiture sono davvero niente male.
Il seggiolino è davvero comodissimo (per me e quelli di una certa stazza), con in dotazione un mucchio di spessori in espanso e strip di velcro per adattarlo ai canoisti di tutte le taglie.
Lo schienale si regola con gran facilità tirando due cordini su degli appositi strozzascotta (finalmente non più gli odiati cricchetti!). Il longherone è un monoblocco in espanso che dà rigidità, ma non sembra ostacolare né le gambe, né lo scorrimento del puntapiedi.
Tutti i pezzi sembrano di ottima fattura nel rispetto dello stile tedesco di semplicità e funzionalità!
In acqua mi ha regalato sin da subito grandi, grandissime gioie, forse per via delle grandi differenze rispetto alla mia XT300, forse un po’ sottodimensionata per il mio peso.
Per una recensione completa del comportamento in acqua però vi rimando al buon Ale, molto più abile e capace di me. Io non mi considero (ancora) in grado di darvi informazioni degne di questo nome!
Ciao
Miguel

 

Review by Ale Conca:

Il mio caro amico Miguel si è appena regalato una fiammante Ace of Spade, ovviamente non potevo resistere dal rubargliela per una discesina.

L’ho portata sull’Alpin sprint, il mio tratto di casa, perfetto per provare una nuova barca.

 

Primo contatto:

Esteticamente da 10! La linea mi piace moltissimo, il colore è stupendo, belle forme, belle maniglie, bella plastica, bella grafica.

Il peso è nella media, ho provato il modello whitewater, quello intermedio, la versione PRO dovrebbe essere più leggera.

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Kayak review: Waka Tutea

[ENG VERSION BELOW]

Una canoa con un nome importante, quello del salto di 7,5 metri che si trova su Kaituna in Nuova Zelanda.

Ma prima di iniziare con i commenti è meglio dare un po’ di numeri, in questo modo capirete le “fattezze” di chi ha provato la canoa.

Altezza: 1,68   Peso: 55 kg

Vado in canoa dal 2011 e ho la Tutea da una stagione. L’ho utilizzata prevalentemente sul IV di difficoltà, sia su discese classiche alpine (Alpin Sprint, Sermenza, Mastallone) sia su fiumi con portata maggiore nel trip della scorsa estate in Norvegia.

Little Huka Falls - Rauma - Elena

Little Huka fall, Rauma, Norway

Partiamo dall’inizio: il mio con la Tutea è stato un amore a prima vista, infatti durante il viaggio in Nuova Zelanda di inizio 2015 il gentilissimo Kenny Mutton (che l’ha creata) ce l’ha prestata per un test su Kaituna. Dopo la prima rapida avevo capito che sarebbe stata la mia prossima canoa.

Ad un primo sguardo la Tutea si presenta bene, le linee decise e la forma aggressiva la rendono accattivante. La lunghezza è di 250cm e la larghezza di 65cm, risultando quindi piuttosto largo, ma il fondo piatto le dona velocità e scioltezza. La punta risulta alta e il rocker buono, anche se nel complesso meno marcato della sorella maggiore, la Tuna. [recensione qui]

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Select Blast Vs Select W1, pagaia grande o piccola?

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A guardare le varie pagaie disponibili c’è proprio da essere pignoli per vedere delle differenze  (oltre al colore…) eppure quando ci scambiamo le pagaie il feeling dei primi colpi è molto diverso… Evidentemente quindi, anche se non sembra, chi fa le pagaie non ci vende sempre la stessa cosa con colori diversi! Ora trovare quella giusta è un problema!

Uso da due anni una Select W1 in fiberglass (http://www.alpinaction.it/it/pagaie/7347-select-w1-wild-water.html), 194 taglia M, avevo voglia di cambiare, e volevo provare qualcosa di diverso.

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Select Blast in carbonio sopra, Select W1 in fiberglass sotto

Dato che la pagaia la dobbiamo impugnare, il feeling con il manico è la prima cosa da considerare, ogni marca ha i suoi manici, ed ogni persona ha i suoi gusti, personalmente non riesco ad usare i manici ergo con impugnatura larga ( cioè quasi tutti) soprattutto quelli della Werner e della Select, che sulle pale da play hanno dei manici in stile volante di autotreno. L’unico manico ergo con cui alla prima pagaiata mi sono trovato bene è quello della Kober, ma il prezzo proibitivo delle sue pagaie mi porta a farmi passare subito l’idea…

Anche per i manici dritti ogni marca ha le sue caratteristiche: ovalizzatura del manico o osso di seppia, ovalizzato solo a destra o da entrambi i lati, finitura liscia o ruvida… impossibile scegliere a priori devi provarle.

Dopo aver provato varie pagaie le mie mani preferiscono il manico dritto della Select. Ovalizzatura da entrambi i lati, molto simile ad un osso di seppia ma più “appuntito”, si sente bene sotto alle dita quando la pala è nella posizione corretta. Finitura del manico liscia e lucida, sembra strano ma secondo me il lucido ha un grip molto migliore sulle mani bagnate.

Sciolto il problema del manico, per cui volevo rimanere in casa Select, c’è da decidere cosa attaccare alle estremità di questo manico. Usavo la W1, pala da play con la foglia abbastanza corta, larga e asimmetrica, misura abbastanza corta 194, e pala di taglia media (circa 640 cm2).

Per cambiare quindi ho deciso per 197 in lunghezza, pala large (702 cm2), modello Blast. Ero indeciso tra la Blast e la Warrior, ma una bella offerta mi ha fatto propendere per la prima. (http://www.alpinaction.it/it/pagaie/7357-select-blast.html)

Pagaia in mano e, complice la secchezza dei fiumi italiani, direzione campo slalom di Ivrea.

La Blast è stata pensata come pala da slalom / creeking, ha la classica forma delle pale da creek (Werner Power house per capirci), mi aspettavo una pala potente e progressiva.

Così infatti ho trovato la Blast, ho portato anche la W1 per un confronto diretto tra le due pale, La Blast è decisamente morbida: entra in acqua come un coltello e la presa è potente, ma molto progressiva. Provate subito una dopo l’altra, quando si immerge la W1 si sente la pala che ha subito tutta la potenza e rimane “aggrappata” all’acqua, mentre la Blast offre una potenza superiore ma in modo più morbido e progressivo ed è più libera e fluida nel muoversi nel cambio di assetto. Questo non vuole dire che è meglio o peggio, è semplicemente diverso, come è diverso il modo in cui queste caratteristiche ti indirizzano ad usare la pagaia.

Ho trovato che con la W1 mi sentivo molto più agile, immergevo ed estraevo la pala velocemente e avevo sempre il colpo pronto. Usando la Blast invece tendevo a tenere la pala sempre in acqua e ad usarla per fare delle correzioni. Dove con la W1 avrei fatto una circolare veloce, con la Blast avrei sfruttato la grande superficie per agganciare o timonare. La Blast insomma mi portava ad essere più tecnico e fluido, la cosa mi è piaciuta molto.

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Come qualità costruttiva ritengo la Select sia ottima. Dopo 2 anni di utilizzo la mia W1 non ha perso 1cm di lunghezza, è infatti molto spessa e rigida, la Blast ovviamente sarà più fragile, è altrettanto spessa ma il carbonio sicuramente si usurerà di più.

Ovviamente la potenza della Blast è maggiore, ma ricordiamoci che usavo la pala L in 197 contro una M in 194 della W1, la potenza non dipende in questo caso dal modello, ma dalla taglia.

Riassumendo sono due pale molto differenti, infatti intendo tenerle entrambe, nei fiumi con tanta acqua dove c’è da tenere la linea e avere potenza userò la Blast, nei creek con poca acqua e molto pendenza userò la W1 in modo da avere subito tutta la potenza, agilità e una resistenza agli impatti maggiore.

 

Puoi trovare la gamma delle pagaie Select da Alpin Action:

W1: http://www.alpinaction.it/it/pagaie/7347-select-w1-wild-water.html

Blast: http://www.alpinaction.it/it/pagaie/7357-select-blast.html

Warrior: http://www.alpinaction.it/it/pagaie/8694-select-warrior.html (pagaia da creek un po’ più grande della Blast e maggior galleggiabilità data dal foam centrale)

Pulse: http://www.alpinaction.it/it/pagaie/6785-select-pulse.html (pala grande da play di grandi dimensioni con foam all’interno)

Impact: http://www.alpinaction.it/it/pagaie/6784-select-impactwild-water.html (ottima pala come qualità/ prezzo per chi inizia)

 

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