C’è poca acqua dicevano…

Lezione del giorno: mai fidarsi dei canoisti a secco, quelli che pur di andare in fiume ti trascinerebbero sullo Zambesi!!

Sabato mattina si punta in direzione Ovada, punto di ritrovo di canoisti da mezzo nord d’Italia e, dopo una lunga diatriba tra “acqua bianca”, Orba alto, o un secco “ZambOrba” si punta su quest’ultimo tra le lamentele del Pro Paracca “perché troveremo una raschiera” diceva…

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Il mio primo Raduno dei Briganti

Che goduria signori, che goduria!

Sarà perché adoro le cose che nascono così, quasi improvvisate, o forse perché stravedo per la nostra Italia e le meraviglie che ci sa regalare,  o forse ancora perché mi piace conoscere nuova gente, ma devo ammettere che partecipare al Raduno dei Briganti mi ha regalato una splendida chiusura d’anno e una nuova carica di Energia!

I primi di dicembre Tiz e Nico, cari amici pavesi, mi avevano accennato della loro possibile partecipazione al raduno. Già che dovevo andare in Calabria per il Natale ho messo in macchina (si, proprio dentro la macchina) la canoa e via, al rientro avrei potuto improvvisare il da farsi…

E così che dopo delle “nutrienti” festività calabresi, il 28 sono partito da Vibo Valentia alla volta di Controne, piccolo paesino di appena 863 abitanti nel salernitano, sede del centro Rafting TPescursioni del grande Antonello, uno dei due organizzatori dell’evento.

Lungo la strada mi fermo ad ammirare il mare che impazza sulle coste di Pizzo e regala sempre bei paesaggi.

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Lungo il viaggio trovo pioggia, vento e neve ma all’arrivo a Controne gli amici Pavesi e altri canoisti mi accolgono subito calorosamente. In poco troviamo alloggio e poi dritti a cena e a nanna, pronti per ritrovarsi l’indomani alle 9 “canoistiche” (10 AM abbondanti per gli altri esseri umani).

I ritmi sono blandi e l’indecisione su cosa fare tanta (come sempre) alla fine si opta per la soluzione più affascinante, il Calore Cilentano. E’ così il gruppo composto da 12 canoisti giunti da ogni parte d’Italia: Treviso, Pavia, Roma si mette in moto.

Il fiume è davvero una perla appenninica, con un grado di difficoltà per me piacevole e dai paesaggi incantevoli. Scorre in una gola che a tratti diventa davvero strettissima, sempre coperta da alberi colmi di muschi che offrono un paesaggio incantevole che la mia GoPro non è stata capace di ritrarre appieno.

Nella discesa le disavventure non mancano, la canoa del Presidente Shultz resta incravattata ad un sasso in un modo che nemmeno a Tetris… solo dopo 40 minuti e tanta tanta fatica, specie dell’Ispanico Mimmo, siamo riusciti a recuperarla e proseguire la discesa.

La chicca della giornata l’ha offerta il neo canoista Marco che, non solo fa un eskimo con le mani, ma finisce anche la discesa della rapida senza pagaia tra le urla entusiaste e incoraggianti di tutti.

VIDEO MARCO, eskimo con le mani e rapida senza pagaia

Per celebrare alla grande la giornata tutti alle terme di Capasso. Che stile il canoista del sud, al nord non mi è mai capitato! Vi giuro che dopo tanto freddo in torrente fare un bagno caldo è qualcosa di FE-NO-ME-NA-LE!

L’indomani rotta verso sud ed ecco che a Lagonegro incontriamo il secondo organizzatore dell’evento, Alessandro, ci cambiamo e in poco (si fa per dire) ci imbarchiamo sul Noce Lucano. Fiume splendido, decisamente diverso dal Calore, meno complicato, ben più largo e con paesaggi aperti ma comunque molto bello e divertente.

Lo sbarco del tratto è esattamente al confine tra Basilicata e Calabria, ma è già il 30 dicembre, per me è il momento di salutare il raduno e il meridione e tornare verso un capodanno pavese. Non prima però di aver salutato e ringraziato tutti ed aver fatto un altro bagno alle Terme!

Chiudo complimentandomi e ringraziando Antonello, Alessandro che insieme ad Alberto, Mimmo e Annalisa hanno organizzato il raduno ed hanno permesso a me e tanti altri di percorrere questi fiumi davvero belli ed divertenti. La prossima volta vedrò di fermarmi di più per pagaiare altri ed altri fiumi dei Briganti e finalmente il Lao, il mio fiume “di casa”.

 

Un weekend di “bivi”

Eccomi di rientro da un weekend in Valsesia che mi mancava da un po’.

Potrei raccontarvelo ripercorrendo i fatti ma sarebbe forse noioso… giorni fa però mi è venuto in mente il mitico “fumetto a bivi” che si trovava di tanto in tanto sui “Topolino” quindi ecco, potrete costruire voi il racconto del mio weekend, dunque… procediamo 😀

Il comune inizio è semplice, eccomi appena arrivato in Valsesia verso le 9pm di venerdì sera, faccio appena il tempo di aprire casa e finisco subito al bar a bere e mangiare un panino con cari amici che non vedevo da qualche tempo. Tra le varie cose mi suggeriscono qualcosa da fare l’indomani in valle, la scelta mia (e vostra) è stata tra:

  1. una bella sgambata in montagna con un giretto al Corno Mud, per un totale di 1600m di dislivello,
  2. dormire e riposarsi aspettando l’arrivo del Conca per fare qualcosa nel pomeriggio.

BIVIO A: se preferite l’opzione A1 proseguite di seguito, altrimenti andate al punto A2

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Il primo Alpin non si scorda mai…

Prima o poi doveva succedere, dopo anni di rinvio con le scuse più disparate mie e di tutta la Crew Alpine Spirit del tipo: “il livello è troppo basso, una sassaiola, meglio quando c’è più acqua”, “troppa acqua, spinge troppo e ci lasci le penne”, “troppo tardi, farai un miliardo di bagni e non c’è tempo” (alle 12:00 magari), “oggi è difficile, direi livello Miguel Morto 10, lascia stare!!”, eccetera eccetera… lo scorso sabato 1° luglio, come per magia, alla proposta di imbarcarci a fine serata (ambivo ad un tratto di gara io) mi han detto, “solo sull’Alpin però, il tratto di gara… noia!”.

Da subito ho detto “Figo”, poi ho pensato… “CaXXo, speriamo di sopravvivere!” e così ci siamo ritrovati all’imbarco…

Ore 18:30, clima fresco, pioggerellina, ci imbarchiamo per scaldarci ed aspettare il buon Ste Broccato e solo qui realizzo il perché di tanta serenità nell’invito, si erano dimenticati (specie il Conca) che non avevo mai fatto l’Alpin… questo si che mi tranquillizza, ma tanto tanto! 🙂

Com’è andata la discesa??? Lascio giudicare a voi guardando le immagini del VIDEO, per quanto mi riguarda UN TRIONFO!

Un consiglio, se mai doveste trovarvi a fare di fretta un tratto “tosto” e magari per la prima volta vi suggerirei di portare con voi due angeli custodi, i miei erano Davide ed Elena, ineguagliabili!!

Grazie anche al mitico Ste Broccato, sempre pronto a farmi sicura ed all’Alzheimer  galoppante del Conca senza il quale non mi sarei mai imbarcato sull’Alpin.

Saluti

Miguel

PS: la presenza di una goccia d’acqua sulla GoPro è dovuta al rispetto della privacy di alcune rapide che non mi hanno concesso i diritti (forse si vergognavano di non avermi triturato ben bene).DCIM100GOPRO

Foto ad opera conclusa, Alpin bellissimo, io meno ma vivo!

Back to the Future

Come già sapete il centro gravitazionale dell’Alpine Spirit Crew si trova in Valsesia, dove io e gli altri amici del gruppo ci siamo conosciuti ed abbiamo iniziato a condividere e far crescere le nostre passioni.

Una parte del team è arrivato in questa splendida valle per merito del CUS Pavia e dei mitici istruttori di kayak Mauri e Violo che, notando le nostre grandi doti sul Ticino (alludo alla capacità di combinare sempre dei gran casini ovviamente!) hanno pensato di farci provare l’esperienza del torrente nel cuore pulsante del kayak italiano. Insomma, è colpa loro se siamo qua!

Il CUS Pavia ed i nostri istruttori continuano tutt’ora la loro mission di reclutare nuove leve per il mondo della canoa da torrente e proprio per questo, lo scorso weekend hanno organizzato uno splendido evento, portando qui in valle circa 40 canoisti pavesi, di tutte le età e dagli interessi più vari, dando vita ad un fine settimana a dir poco magico!

27017260286_d29aacdbd5_bCi siamo ritrovati tutti al centro Rafting Monrosa a Balmuccia, sabato, alle 11… che poi son diventate le 15, ma poco importa la puntualità in questo mondo! Il meteo non era dei migliori, schiarite a sprazzi e pioggia a spruzzi, ma questo è il bello delle valli alpine e della Valsesia in particolare.

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Per celebrare il battesimo sul Sesia dei quaranta malcapitati si opta per una discesa in rafting, scortati da noi dell’Alpine Spirit sulle nostre canoe. La bellezza del fiume e del paesaggio, la quantità d’acqua ottimale, l’esperienza e la simpatia delle guide del Monrosa  hanno contribuito a far divertire tutti al meglio nonostante i piovaschi continui. Anche io ci ho messo del mio facendo un bagno ingenuo e buffissimo e dimostrando a mio modo che, se vissuto bene e rispettato, il Sesia non è mai pericoloso!

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La domenica di relax secondo Miguel

Ciascuno ha il suo ideale di domenica perfetta. Il canoista normalmente ambisce ad una discesa in canoa, magari con il leggendario “livellone” e in buona compagnia. Il calabrese tipico, ancor prima della sveglia avverte quel languorino di chi non pensa ad altro che al tanto atteso pranzo domenicale. L’amante della cucina accetta la levataccia per poter godere del cucinare qualcosa di sfizioso con calma e serenità.

E così che la mia ricetta per la domenica relax perfetta inizia qualche minuto prima della sveglia delle 8. Soffro infatti dell’ossessione di non aver preso tutti gli ingredienti,  mi basta una rapida sbirciata in frigo e… carote, carne trita del buon Ottone, passata di pomodoro, cipolla, del buon Olio d’oliva e…  posso tirare un sospiro di sollievo, c’è tutto il necessario, si cucina (si, so che manca del sedano ma non ne ho trovato, vogliate perdonarmi)!

Per ottimizzare i tempi, mentre faccio colazione con dell’ottimo latte e qualche biscotto, preparo al volo un buon soffritto, carote e cipolle (rigorosamente rosse) e la casa si riempie del più tipico profumo delle case italiane nelle domeniche di festa (o almeno di quelle meridionali).

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Solo mentre il soffritto è sul fuoco mi  accorgo che il clima fuori non è dei migliori, coperto con continui accenni di pioggia e brevi schiarite, siamo in maggio ed in Valsesisa, non si può chiedere di meglio! Anzi, il clima concilia perfettamente l’attività in cucina, appena il soffritto è pronto procedo con la carne trita, una sfumata di buon vino, per poi dare in via alla lenta cottura del sugo.

Il tempo scorre lentamente e profumatamente. Tra una mescolata e l’altra ho anche modo di leggere qualche pagina da un buon libro. Perfettamente in tempo con la cottura, alle 10:30 arriva il messaggio tanto atteso, alle 11 ci si ritrova a Balmuccia, ci si imbarca. E così in pochi secondi spengo il fuoco e preparo l’attrezzatura da umido.

Alle 11:00 eccoci al Monrosa e come da tradizione io e MarcoGuidi siamo i primi ad esser pronti! Intanto che anche Davide ed Elena si preparano continuano ad arrivare altri amici canoisti, e così tra un saluto e l’altro si finisce per imbarcarsi alle 12:20 e vedo quasi sfumare il sogno del giorno perfetto (sigh!) . Tengo duro, so che per un pranzo domenicale ad un orario decente NON DEVO ANDARE A BAGNO. Ce la metto tutta, ma proprio tutta e passo indenne sia imbuto che lavatrice con i miei più sinceri ringraziamenti alla Ace of Spade che mi aiuta con estrema nonchalance!

Nel vedermi così “asciutto e felice” la bella Elena si preoccupa, teme forse di esser lei la predestinata a finire a mollo nel gruppo. Nel dubbio, e SOLO per darle un po di serenità, mi esibisco in un mio grande classico: bagno in uscita da un buco (si, proprio in uscita, ero quasi fuori uff!!!). In poco recupero pagaia e canoa e si riparte, trasbordiamo l’impraticabile e poi la discesa procede in serenità per tutti, anche per Elena… il mio bagno è stato forse terapeutico?!?!?!?

Sbarco di gran carriera al Monrosa e solo qui mi rendo conto di aver trascurato un dettaglio ciclopico…. devo sperare su un “rapido” cambio di Davide per accompagnarci a recuperare la macchina. Persa ormai ogni speranza di un pranzo entro le 16, il buon Marco mi sorprende e mi riempie di gioia e speranza. In un batter d’occhio recupera un passaggio e così la macchina. Carichiamo le canoe e via verso Campertogno alla conquista del tanto agognato pranzo domenicale.

Arrivati a casa, troviamo una Maria affamata, l’acqua bollente ed in men che non si dica ecco pronta una quantità di pasta al ragù che farebbe indietreggiare anche ad un esercito affamato… questa si che è vita!!

Per non far torto neanche agli amanti del meritato ozio post pranzo domenicale (approfittando della gentilezza della padrona di casa che si prodiga nel lavare i piatti) mi rilasso e con calma ci si prepara per il ritorno a Pavia.

La giornata si chiude degustando qualche sorso di ottima grappa (fornita dalla pro-loco di Rassa) e leggendo qualche capitolo dell’immancabile libro della buonanotte. Domani c’è da esser pronti ad un’altra settimana da leoni!

By Miguel

PS: qui qualche video della discesa in canoa

PS2: avrei voluto fare anche qualche foto alla pasta ma, cercate di capirmi, la fame!

 

Festa della liberazione, Alpe Toso

Lo scorso 25 Aprile anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto una passeggiata in Valsesia per visitare lo splendido borgo di Rassa e rendere omaggio a chi, ormai più di 70 anni fa, si è battuto anche per noi.

Noi dell’Alpine Spirit Crew avremmo voluto arrivare in paese per via fluviale, direttamente sulle nostre coloratissime canoe, a dimostrare quanto il fiume sia vivo e sia vita, ma i livelli non ci hanno consentito di farlo. Abbiamo deciso quindi di avventurarci per quei sentieri che un tempo sono stati teatro di molti scontri tra partigiani e nazifascisti per poi far ritorno a Rassa in tempo per salutare il Presidente.

Lasciata la macchina appena al di sopra di Rassa, abbiamo preso il sentiero che costeggia il Sorba diretti verso l’Alpe Toso.

Il percorso iniziale corre appena al di sotto di una recente pista ciclabile. Il sentiero è immerso in un bosco con degli splendidi colori primaverili, ogni qualvolta volgiamo lo sguardo alla nostra sinistra non possiamo che restare sorpresi dalla bellezza dei continui salti fatti dalle acque del Sorba. Si sale, eccome se si sale!

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Gula Talhentha (Sorba)

Tra i rami si intravede un’alternanza continua di cascate e piccoli laghetti che ci porta a fare continui stop alla ricerca della foto perfetta! Il sentiero incrocia la pista ciclabile, quest’ultima procede su un ponticello al di là del torrente, noi invece proseguiamo seguendo il sentiero.

Dopo pochi metri di dislivello eccoci all’Alpe Sorba e da qui la valle inizia progressivamente ad allargarsi. Il panorama cambia drasticamente, scompaiono quasi del tutto gli alberi e ci ritroviamo in un’ampia valle percorsa dal fiume è dominata da un massiccio roccioso posto proprio al centro.

Proseguendo appena oltre il massiccio, intravediamo un paio di rifugi scavati nella roccia e l’Alpe Mazzucco (1528m). Qui, una scritta sul un masso, ricorda che nel corso ’44 furono catturati ben undici partigiani biellesi per poi essere fucilati a fondo valle.

Il meteo non ci è molto favorevole a causa di un vento gelido, riprendiamo il percorso verso l’Alpe Toso che raggiungiamo in circa 25 minuti. Come a festeggiare la giornata della Liberazione, la Baita ci accoglie con una bandiera tricolore al vento!

L’Alpe Toso è usata come punto d’appoggio dal CAI fin dal 1976, si presenta in grado di ospitare viandanti in cerca di riparo per la notte. Il nostro Ale, nel guardarla, non può non pensare a qualche piano di viaggio ardito per la prossima stagione estiva e la cosa non mi tranquillizza neanche un po’!

Fatta qualche foto, cerchiamo un riparo dal vento dove mangiare un boccone e scaldarci al sole.

La nostra guida local Maria ci fa notare la presenza di alcune cave di marmo, specie sul Monte Artorto, usato in passato per la costruzione di molte delle chiese della valle e preso in considerazione anche per la costruzione del Duomo di Milano.

Dopo un po’ di meritato riposo torniamo sui nostri passi, alle 15 il Presidente sarà a Rassa per la visita al paese e alla sua antica segheria (Resga du Brasei), diventata un museo vivente, a memoria della tecnica e dell’ingegno del secolo passato.
Buon 25 Aprile

Miguel