I tipi umani di canoisti: 1a puntata

Lo dicono i telegiornali, ma ce n’eravamo già accorti tutti: si va a chiudere l’anno più secco degli ultimi millemila anni. Salvo qualche sparuta sgrullata dal cielo, nei fiumi non c’è più acqua da mesi, ormai. Per tenere vivo questo blog, quindi, è necessario abbandonare l’aspetto prettamente agonistico della disciplina ed abbracciare la sfera psicologica/comportamentale. Grazie all’esperienza diretta e alle testimonianze dei colleghi, ho provato a definire i macro-tipi di canoisti che si possono incontrare sui nostri fiumi. E tu, che tipo sei?

IL PAPARAZZO: gira per fiumi munito di GoPro/macchina fotografica con un unico scopo: documentare tutto quello che succede, dallo scivolone all’imbarco alla fagiolata in rapida. Propone quindi ai compagni di discesa accordi di non divulgazione dei filmati più imbarazzanti dietro compenso economico: con il ricavato delle estorsioni andrà a comprarsi l’ultimo modello di GoPro, alimentando la spirale. E’ il nemico giurato del “Pro”, che vive nel terrore di esser beccato a bagno.

IL NEOFITA: si riconosce per l’abbigliamento stile Arlecchino, costruito ottenendo in prestito materiale da altri canoisti, in cambio solitamente di birra/recuperi in auto. Affronta ogni rapida con estrema reverenza, affidandosi alla guida del suo angelo custode. E’ tra le specie più pulite, per merito dei numerosi bagni messi a segno nelle varie uscite.

IL PRO: fuoriclasse dell’acqua bianca, piega le rapide al suo volere. Incute timore reverenziale nei compagni di discesa, convinti di essere la classica “palla al piede”: per questa ragione spesso è costretto a rifugiarsi nella discesa in solitario. Non dirà mai che il livello è troppo alto: al massimo è “molto morbido”.

L’ANGELO CUSTODE: canoista navigato o comunque non di primissimo pelo, l’angelo custode è il riferimento assoluto per il neofita. Lungo il fiume, è alla continua ricerca delle linee più abbordabili (i.e.chicken lines) per il discepolo al seguito, sacrificando il proprio ego di grande canoista. Alla trentesima chicken line solitamente sbrocca e condanna il neofita al bagno infilandosi di prepotenza all’interno di una tiger line.

IL LOCAL: punto di riferimento per i canoisti non di zona. Conosce ogni imbarco, passaggio, morta e probabilmente anche ogni pesce del tratto di sua competenza. Scrupoloso nel dare indicazioni a secco, in acqua di solito si limita ad un poco rassicurante “seguite me”. Pericolosissima l’accoppiata Pro-Local, in grado di generare mostri che si fanno Mollia la mattina alle 8 al posto del cappuccino.

STAY TUNED: molti altri tipi umani sono in arrivo…

3 pensieri su “I tipi umani di canoisti: 1a puntata

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