Pennavaira!

[io] – Kayak?

[canoista a caso di pavia] – Si! C’è buono il fiume X o magari facciamo Y

[io] – ottimo! 8.20 dal Pecchio?

[canoista a caso di pavia] – Ok!

Quando questa è la premessa, c’è solo una certezza: non si farà ne fiume X, ne il fiume Y, ma probabilmente un fiume Z a cui nessuno aveva pensato.

Sempre, matematico.

Sabato sera, nel dettaglio, il fiume X era l’Orba, il fiume Y il Boreca.

Partenza in una mattina di marzo che ricorda invece un dicembre, di quelli veri però, non come quest’anno. 0 °C e immancabile compagnia della nebbia pavese.

8.20 dal Pecchio, incredibilmente tutti in orario (Pec, Violo, Luigi, Io, Carlo), iniziano i primi mugugni, “ma c’è freddo”, “ca**o che freddo”, “il livello è un po’ basso”, ecc ecc ecc…

Alla fine si carica e ci si avvia per l’Orba, sembrava quasi che questa volta avremmo rotto il paradigma!

Bar all’uscita del casello di Ovada, -2 °C, 20cm di neve buoni sui tetti. Caffè e brioches.

“Pennavaira?”

Silenzio…

Sguardi rivolti verso il cielo grigio, sguardi rivolti al termometro della macchia, sguardi che si incontrano…

“Ma è una delle prime uscite, non sono in forma”

“Si, ma ci sarà mezzo metro di neve sulle sponde, e poi il trasbordo”

“No, io non lo faccio l’Orba, vi faccio il recupero”

“Io volevo tornare presto riusciamo”

“Si si per le 6 siamo a casa (ma quando mai!! N.d.a.)”

“Quanto manca di strada?”

“Va beh dai andiamo, PENNAVAIRA!”

Rientriamo in autostrada, la strada sale, la temperatura scende, la neve aumenta.

Passiamo il turchino e magia!! 12°C e un sole splendido!!!

Dovremmo seriamente rivalutare l’idea di spianare il passo del turchino per portare un po’ di aria di mare in pianura padana!

Arriviamo nella valle del Pennavaire (si con la e, non so perché), paesaggio magnifico con le montagne sullo sfondo innevate, Liguria California d’Italia… come dargli torto.

L’acqua è abbondante, si prospetta una discesa “morbida”, ci troviamo con Skafo, Matteo e Stefano.

Il riscaldamento è un optional, si parte subito con una bella rapidozza a S, dove cerco di imitare Valentino Rossi e impenno per il fiume (finendo ovviamente a testa sotto).

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Carlo alla prima S foto by Stefano Spigno

Bel fiumetto! L’acqua spinge bene e c’è una bella pendenza.

La seconda rapida non è da meno, un paio di soglie e due imbuti in sequenza, c’è da essere subito sul pezzo.

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Il fiume si fa un po’ più continuo, non ho ancora trovato il feeling perfetto con la pagaia nuova e devo togliere un po’ di ruggine invernale, semino qualche eskimo in giro… Il fiume non molla con passaggi spettacolari.

Arriviamo all’imbuto prima della Forra, trasbordo per tutti, i Pavesi si dividono in due scuole diverse… entrambi i trasbordi però si riveleranno decisamente poco agevoli.

Luigi, Skafo, Matteo e Stefano, si reimbarcano subito per vedere i passaggi, alla fine faranno tutti la seconda parte della forra e Skafo invece tutta!

Io ormai ho perso il treno e trasbordo tutto (6-700m di trasbordo sulla strada).

Ci troviamo sotto e proseguiamo la discesa, il fiume non molla, frequenti scouting tra un reticolo impossibile di rovi, non ideal con i pantaloncini corti…

Arriva una bellissima rapida con un bel Boof da fare a destra per evitare un masso e subito dopo un bellissimo imbuto da fare sulla lingua di sinistra, il feeling ritorna e inizio a sentire bene la barca!

Seguono passaggi stile boulder garden, segnalo un po’ di casini in qualche rapida, eschimi del sottoscritto a ripetizione in un pentolone a fine di una rapida, rapida con un passaggino stretto che incasina tutti, qualche bagnetto.

Ultimo passaggio uno dei più goduriosi, una serie di soglie e alla fine un bel salto con una lingua sulla sinistra… libidineee!

Burbata, ho portato la GoPro scarica!!!! Vedremo i filmati di Carlo (che potete trovare qui)e degli altri!

 

Ale Conca

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4 pensieri su “Pennavaira!

  1. Bravi ragazzi! Quando discesi il Pennavaria in prima, compresa la forra del demonio, qualcuno sentenziò che si trattava di un fosso… Mi fa piacere che a distanza di anni, invece, il Pennavaria sia considerata una delizia liquida. Quel qualcuno dove e’ finito?

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  2. Pingback: Una perla: San Giovanni! | alpinespirit

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